Harper’s Bazaar | Fortuny, storia della maison di tessuti pregiati di Venezia e del suo fondatore

Photograph by Erik Kvalsvik.


Harper’s Bazaar – Martedì  11 Maggio 2021

di Antonia Matarrese

Precursore dell’industrial design, decisamente originale, alla continua ricerca di nuove tecniche, Mariano Fortuny nasce a Granada l’11 maggio 1871. La sua infanzia è circondata da cose belle: respira arte e cultura prima a Roma poi a Parigi, in un clima di eclettismo cosmopolita. Vince premi importanti come pittore e incisore (“Mi sono interessato a tante cose, ma ho sempre considerato dipingere la mia professione”) fino a quando si trasferisce con la madre Cecilia a Venezia: è il 1895, data della prima Biennale d’Arte e, in laguna, si respira un’energia contagiosa.

Di lì a poco, con la compagna di vita e di lavoro, Henriette Negrin, che aveva conosciuto a Parigi, Fortuny apre uno studio-cenacolo a Palazzo Pesaro-Orfei in Campo San Benedetto. Proprio qui, insieme a decine di brevetti, prende vita la prima collezione di tessuti per arredamento: cotone bianco stampato con sostanze derivanti dalla natura come estratti di piante e insetti. La magica alchimia della coppia raggiunge l’apice nella fabbrica laboratorio della Giudecca, ancora oggi in piena attività (il color-verse Fortuny offre 700 colorazioni uniche in una collezione di oltre 75 modelli): Henriette si occupa della direzione, Mariano gira il mondo, documentando con la fotografia tutto quello che è importante e apre insegne a Berlino e Madrid, Milano e Zurigo, Londra e New York. Alla sua morte, nel 1949, l’azienda passa di mano: a prendere le redini sono Elsie McNeill, interior designer e distributore del marchio Fortuny negli Stati Uniti e, successivamente, la famiglia Riad. In occasione del 150° anniversario della nascita di Mariano Fortuny, sarà lanciata una collezione di tessuti artistici realizzata durante il lockdown e battezzata IMAGO. “Imago è lo stadio finale della metamorfosi di un insetto, lo stadio adulto della vita di una farfalla. Abbiamo trovato il nome adatto al nostro emergere, una condivisione della gioia della creazione per regalare bellezza, l’inizio di un nuovo viaggio”, spiega Mickey Riad, direttore creativo di Fortuny che lavora gomito a gomito con il fratello Maury, Ceo dell’azienda. “Utilizziamo ancora gli stessi metodi e gli stessi macchinari originali della fabbrica, custodendo gelosamente i segreti legati alla stampa e alla tintura. Trovare un equilibrio fra ciò che è rilevante e ciò che è senza tempo è una sfida che abbracciamo in pieno”. La metafora della farfalla, che racchiude un momento di silenzio e pace interiore preludio al cambiamento, è un pretesto per raccontare luoghi vissuti e luoghi della memoria, abitazioni di Città del Messico e architetture giapponesi, bistrot parigini e una passeggiata a Central Park. Senza mai perdere d’occhio il mitico giardino della Fabbrica Fortuny sull’isola della Giudecca.

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